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un orto bello e buono

Nel 2013 nasceva l’orto solidale di Villa Carcina. La cooperativa sociale La Rete e il Comune di Villa Carcina iniziavano allora una collaborazione per recuperare un terreno di proprietà pubblica in stato di abbandono, a Cogozzo, lungo la ciclabile che costeggia il corso del fiume, all’interno del Parco del Mella.

L’idea era di mettere a frutto la terra per far diventare l’orto una risorsa per la dispensa alimentare, ma anche un luogo di incontro, di scambio, di sperimentazione della solidarietà e di pratiche inclusive, un bene a disposizione dell’intera comunità.

Dopo tre anni di sperimentazione abbiamo scoperto che curare l'orto fa bene all'ambiente, alle persone, alle relazioni. Per continuare a farlo, stiamo facendo crescere un orto bello e buono, il progetto di miglioramento e ampliamento dell'orto solidale, al quale tutti possono contribuire. Leggi la presentazione del progetto

L'orto solidale di Villa Carcina ha contribuito alla riqualificazione di parte del paesaggio locale ed è diventato punto di riferimento per le attività sociali della comunità; un luogo sempre più bello e curato che si affaccia su un'area pubblica che il Comune ha recentemente ripulito e liberato da sterpaglie e vecchie baracche, aprendo nuove prospettive di recupero ambientale e di ritorno all'amicizia con la terra attraverso l'uso di un bene comune.

Dal 2013 hanno partecipato alle attività dell’orto persone che vivono in condizione di fragilità sociale (disagio adulto e richiedenti asilo) e sanitaria (salute mentale), anche grazie all'appoggio e all’interesse del Centro Psico Sociale di Concesio che ha fatto dell’orto un riferimento per le attività dei propri utenti. Tramite l'organizzazione di attività didattiche, terapeutiche e formative, rivolte a singoli o gruppi di persone, associazioni, cooperative del territorio e anche scuole hanno partecipato ai laboratori proposti; le attività ludiche e didattiche per i bambini della scuola materna ampliano ulteriormente la partecipazione al progetto, che coinvolge in modo ampio e trasversale l’intera comunità.

Nell’aprile 2016, La Rete assume uno dei volontari, con esperienza nell'ortoterapia, che fin dall'inizio prestava la sua collaborazione al progetto, per coordinare il lavoro e gli accessi di ormai sempre più numerose persone e realtà locali coinvolte.

Intorno all’orto fioriscono iniziative ad ampio raggio: nel 2015, anno di Expo, è stata la volta del convegno "Progettazione di orti sociali urbani: esperienze a confronto" in collaborazione con il Dipartimento Scienze Agrarie dell'Università di Bologna «Alma Mater Studiorum», Comunità Montana Valle Trompia e Dipartimento di Salute Mentale dell'A.O. Spedali Civili Brescia; nello stesso anno l’orto è stato oggetto del laboratorio di fotografia sociale “Scatti Randagi”; ogni estate si organizza la Festa degli Ortisti, occasione di incontro fra i coltivatori dell’orto e le persone che conducono appezzamenti di terra nella zona circostante.

La Rete e il Comune di Villa Carcina sono costantemente impegnati nella progettazione di nuove attività capaci di coinvolgere la comunità, i volontari, gruppi di persone che possono trovare nell'orto e nelle attività che vi ruotano intorno occasioni di formazione, di socialità e di benessere.

La produzione di ortaggi è nel frattempo decollata e cresciuta, permettendo la distribuzione dei frutti: alle persone aderenti al progetto, per autoconsumo; gratuitamente a persone in stato di povertà segnalate dai servizi sociali del Comune; in cambio di un’offerta libera a consumatori finali. La commercializzazione dei prodotti è un obiettivo che si intende realizzare nel il 2018.

Nel marzo 2017 un orto bello e buono ha partecipato al concorso online di AVIVA Community Found, raccogliendo i voti di tanti cittadini e cooperatori. La loro attenzione e sensibilità per il progetto, nonostante non siamo arrivati fra i vincitori, ha dimostrato l'importanza dell'orto solidale per la comunità.

A novembre 2017, il progetto ha ottenuto il premio "Imprese di Valore" di Regione Lombardia e UnionCamere Lombardia

stagione 2016-2017: i risultati in cifre
assunzione di una persona disoccupata ultracinquantenne
11 enti coinvolti con l’impegno di 20 operatori: Cps di Concesio, Cooperativa Il Ponte, Associazione Volontariato Villa; Associazione Saresa, Istituto comprensivo “Olivelli” di Villa Carcina, Cooperativa La Vela, Associazione Mamre, Cooperativa La Rete, Cooperativa Il Mosaico, Comune di Villa Carcina, Cooperativa Karibu
31 persone stabilmente coinvolte nell'attività: 8 volontari; 11 richiedenti asilo; 8 adulti in disagio sociale, 4 giovani in attività occupazionali
144 cassette di verdure da 3 Kg/cad distribuite per autoconsumo alle persone aderenti al progetto: una media di 6 cassette a settimana per 24 settimane, per un totale annuo di Kg 432
72  cassette di verdure da 3 Kg/cad donate per un totale di 216 Kg, consegnate all’Associazione “Volontariato Villa” che ha curato la distribuzione a persone in stato di povertà segnalate dai servizi sociali del Comune di Villa Carcina
132 giornate di laboratori/attività in orto condotte a favore di gruppi, che hanno coinvolto 89 persone e 15 accompagnatori:
40 incontri settimanali per 10 mesi con 8 persone in cura presso il Cps di Concesio;
32 incontri settimanali per 8 mesi con 5 persone diversamente abili seguite dalla Cooperativa Il Ponte;
2 incontri nel luglio 2016  con 30 bambini tra i 3 e i 5 anni accompagnati dall’Associazione Saresa fra i partecipanti al Gruppo estivo organizzato dall’Associazione sul territorio di Villa Carcina;
12 incontri fra marzo e giugno 2017 con 21 bambini della classe 4 della scuola primaria di Cogozzo “Olivelli”;
4 incontri fra maggio e giugno 2017 per 15 ragazzi fra gli 11 e i 15 anni accompagnati dalla Cooperativa La Vela;
14 incontri fra marzo e giugno 2017 con 8 persone diversamente abili che frequentano l’Associazione Mamre;
28 incontri settimanali con 2 persone accolte in residenzialità leggera dai servizi per la salute mentale della Cooperativa La Rete.

 

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Il video

Il recupero - nel 2013 - della prima porzione di terreno abbandonato a fianco degli orti comunali; il rapporto di buon vicinato con i primi "ortisiti"; i metodi naturali di coltivazione; l'inserimento prima come volontario e poi come tirocinante di un richiedente asilo accolto dal Comune; la rinascita del paesaggio rurale che rende gradevole le passeggiate a piedi e in bicicletta sulla ciclabile lungo il corso del fiume Mella; la Festa degli Ortisti. In un breve filmato che ci accompagna in una visita all’orto, Claudio Pizzamiglio, esperto di coltivazione naturale e di ortoterapia, prima volontario e ora dipendente della cooperativa La Rete per il progetto dell’orto solidale, racconta come l’orto è diventato parte del paesaggio locale e punto di riferimento per attività sociali di varia natura.

L’orto di Villa Carcina sulla stampa: