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Uno più uno fa tre. Papa Francesco parla di cooperazione

Lo scorso 28 febbraio, papa Bergoglio ha ricevuto in Vaticano 7.000 cooperatori che festeggiavano i 70 anni di Confcooperative, ricostituitasi all'indomani della seconda guerra mondiale, nel 1945, quando l'associazione - nata fin dal 1919 - poté riprendere la propria attività impedita dal regime fascista.

Nel discorso rivolto loro, papa Francesco ha incoraggiato lo sviluppo dell'impresa cooperativa invitando i cooperatori a rivolgere lo sguardo «soprattutto n avanti: alle nuove prospettive, alle nuove responsabilità, alle nuove forme di iniziativa delle imprese cooperative. E’ una vera missione che ci chiede fantasia creativa per trovare forme, metodi, atteggiamenti e strumenti, per combattere la “cultura dello scarto”, quella che oggi viviamo, la “cultura dello scarto” coltivata dai poteri che reggono le politiche economico-finanziarie del mondo globalizzato, dove al centro c’è il dio denaro».

Le nuove frontiere dell'economia, la globalizzazione e la crescita sono stati indicati dal papa come temi ai quali la cooperazione può e deve guardare con la consapevolezza di poterli interpretare in forme che promuovano la persona e la sua dignità, a patto di conservare il più forte legame con i valori sostanziali del movimento cooperativo. «In cooperativa uno più uno fa tre!» ha sostenuto papa Francesco per simbolizzare la sfida che la cooperazione lancia alla società.

Il testo integrale del discorso di papa Francesco

28 febbraio 2015. Valeria Negrini, presidente della Cooperativa La Rete, all'udienza di Confcooperative con Papa Francesco in rappresentanza di Federsolidarietà