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Eventi e iniziative della cooperativa «La Rete».

15 dicembre - Help Center, strumenti per le città

Il 15 dicembre la cooperativa sociale La Rete e l’Assessorato alle Politiche per la Famiglia, la Persona e la Sanità del  Comune di Brescia, con l’Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle Stazioni Italiane – ONDS, organizzano la Tavola Rotonda sul tema: “Help Center, strumenti per la città”, con Alessandro Radicchi, direttore ONDS, Fabrizia Fuscagni, della Direzione Centrale Brand Strategy e comunicazioneFerrovie dello Stato Italiane, Felice Scalvini, assessore alle Politiche per la Famiglia, la Persona e la Sanità del Comune di Brescia, Domenico Bizzarro, amministratore delegato della Cooperativa sociale La Rete. Coordina Lisa Giustacchini, responsabile area Contrasto alle Povertà della Cooperativa sociale La Rete

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A 11 mesi dall’apertura dell’Help Center di Brescia nei locali annessi alla Stazione Ferroviaria concessi in comodato d’uso dal Gruppo FS Italiane, gestito dalla cooperativa sociale La Rete su incarico del Comune, si vuole riflettere sulle prospettive del nuovo servizio aperto a Brescia per le persone senza dimora, inserito nella rete nazionale degli Help Center.
A partire dai dati del Rapporto ONDS relativo al lavoro svolto dagli Help Center delle stazioni nel 2016, si vogliono esplorare le possibilità di rendere sempre più efficaci e condivisi gli strumenti offerti dall’Help Center per il contrasto all’emarginazione grave nella nostra città, attraverso il confronto fra gli attori del progetto e i principali interlocutori (responsabili e operatori dei servizi sociali del Comune, enti che siedono al Tavolo Grave Marginalità, volontari e associazioni, ...), in vista della più ampia collaborazione sui progetti di crescita del servizio.

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Tavola Rotonda: leggi e scarica la locandina

10 dicembre - #endyouthhomelessness

Domenica 10 dicembre, Giornata Mondiale dei Diritti Umani. FEANTSA Youth lancia  #endyouthhomelessness : una campagna di sensibilizzazione per porre fine al fenomeno dei giovani senza dimora.

I giovani tra i 18 e i 29 anni rappresentano circa il 20-30% del numero totale di persone senza dimora nella maggior parte dei Paesi Europei. Dall’ultima indagine ISTAT sulle persone senza dimora in Italia (2014), risulta che sul totale delle persone senza dimora i giovani tra i 18 e i 34 anni sono 13.012, il 25,7%.Il rapporto Caritas 2017 su povertà giovanili ed esclusione sociale afferma che  su 189.101 persone incontrate nei Centri di Ascolto Caritas il 10,7% sono giovani italiani tra i 18 e i 34 anni, in maggioranza donne, disoccupati e con un basso livello di istruzione.

"Mio padre mi ordinò di andare via di casa quando avevo 18 anni perché gli dissi di essere gay". Quasi il 40% dei giovani senza dimora si identifica come LGBTIQ, un aspetto tuttora largamente ignorato.

Ogni notte il figlio o la figlia di qualcuno dorme in strada.  Una ricerca condotta da FEANTSA dimostra che i giovani in Europa hanno maggiori probabilità degli adulti di sperimentare gravi deprivazioni abitative e di essere esposti a un maggior rischio di diventare senza dimora. Sappiamo che l’impatto con la condizione di persona senza dimora può essere grave e profondo: i giovani che non sono aiutati ad uscirne rapidamente rischiamo di entrare in un circuito di cronicità e di essere spinti verso l’emarginazione più grave, con sempre minori probabilità di reintegrazione.

Le Organizzazioni di tutta Europa si uniranno insieme Domenica 10 dicembre per sensibilizzare sul tema dei giovani senza dimora e delle soluzioni di cui hanno bisogno i giovani a rischio.


FEANTSA Youth è un network di giovani ragazzi/e che lavorano per prevenire, ridurre e porre fine al fenomeno dei giovani senza dimora. I giovani a rischio e che vivono senza dimora hanno bisogno di soluzioni specifiche. Il network FEANTSA Youth ha l’obiettivo di sostenere i diritti alla casa, lo sviluppo di strategie di prevenzione, la crescita della consapevolezza pubblica e una migliore cooperazione tra gli operatori dei servizi e gli altri stakeholders.

30 novembre - Torna "Fuorinorma"

A BRESCIA critici d'arte, giornalisti, scrittori, rappresentanti istituzionali di altre città e regioni, attori, artisti di circo contemporaneo, musicisti, compagnie di teatro e danza attive sul territorio, si riuniranno per coinvolgere la città e per raccontare e rendere sempre più definiti i nuovi linguaggi che si creano quando arte e sociale invadono i reciproci territori d'azione.
Incontreremo alcune istituzioni nazionali per riflettere intorno al futuro del teatro sociale, Nanni Garella condurrà un workshop dedicato ai Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello mentre Antonio Audino, Anna Detheridge e Massimo Minini dialogheranno con l’artista Nicola Fornoni su body art e nuovi linguaggi del corpo; gli acrobati circensi Juan Ignacio Tula e Stefan Kinsman saranno in scena con Santa Madera e Antonio Errico curerà un laboratorio di teatro di figura pensato per i bambini. Momento importante per il collettivo ExtraOrdinario: realizzerà un grande laboratorio di teatro e danza di comunità e uno spettacolo itinerante a Palazzo Martinengo delle Palle.
Le giornate si concluderanno al Teatro Sociale con letture, azioni teatrali, la musica di Fausto Beccalossi, attori ospiti e la partecipazione di un’attrice stra-ordinaria, Elisabetta Pozzi, che ci saluterà con le parole dello scrittore Flavio Emer.
Non mancheranno piacevoli momenti di incontro, in cui condividere pensieri e idee, immaginare nuove prospettive, suggerire sviluppi per questa iniziativa, riflettere insieme sull'arte, sullo spettacolo e sulle mille sfaccettature della nostra società.

Il programma


PALAZZO MARTINENGO DELLE PALLE, TEATRO SOCIALE
Per info: fuorinorma@somebodyteatro.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.somebodyteatro.it

27 novembre - Premio “Imprese di valore” per il progetto Orti Solidali di Villa Carcina

 

 

“Imprese di valore” è il concorso indetto da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia per assegnare un riconoscimento alle imprese lombarde che si distinguono per la capacità di muovere la produttività e l'economia, di crescere, innovarsi e dare valore pubblico alla propria funzione.
La cooperativa sociale La Rete ha partecipato all’edizione di quest’anno con il progetto “Orti Solidali”, l’attività condotta dalla cooperativa in collaborazione con il Comune di Villa Carcina, nata nel 2013 dal recupero di un’area abbandonata lungo il corso del Mella, che continua a produrre frutti: non solo ortaggi, ma anche relazioni e solidarietà all’interno della comunità.

Fra i 162 partecipanti al concorso, 23  hanno ottenuto il premio, sulla base della graduatoria stilata dalla Giuria composta da rappresentanti di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia. La Rete, con il progetto “Orti Solidali”, si è piazzata al 12mo posto, a parimerito con Assolo Società Cooperativa Onlus di Berzo Inferiore,  ottenendo  un contributo di 10 mila euro (lordi).
Il nostro progetto, al quale è stato attribuito il punteggio di 90/100, è uno dei tre premiati fra i 24 che hanno partecipato per la categoria “impegno sociale”, concorrendo con  “Azioni finalizzate a sviluppare attenzione a categorie speciali di consumatori e utenti come persone con disabilità, anziani, famiglie numerose e minori, partecipazione a reti sociali o territoriali, iniziative per la sostenibilità e il miglioramento dell’ambiente”.

Le attività del Progetto "Orti Solidali" nascono nel 2013 quando il Servizio Sociale del Comune di Villa Carcina assegna a La Rete un'area da tempo abbandonata lungo il corso del fiume Mella, per renderla coltivabile sperimentando nuove formule di intervento sociale.
La scelta fu di non parcellizzare l'area, ma di far nascere un orto comunitario, lavorando l'area per renderla coltivabile secondo i dettami dell'agricoltura biodinamica e mettendo all’opera gruppi di persone diverse attorno ad un risultato comune: l'attività agricola.


Nasce così “un orto bello e buono”, gestito quasi esclusivamente da volontari coordinati da operatori della cooperativa e del servizio sociale comunale.

Ogni persona coinvolta contribuisce in forma diversa al progetto con il proprio apporto: il risultato è collettivo e nasce da attività che coinvolgono anche coloro per i quali sarebbe impossibile gestire individualmente la cura dell’orto. La partecipazione ai lavori agricoli, infatti, rientra fra le attività educative per gruppi di utenti, ma che, al contrario di quanto più spesso accade, non sono organizzate all'interno del servizio che le promuove e quindi permettono relazioni e scambio con persone esterne e diverse.
Nessuno all'orto è riconoscibile per il disagio che porta, l'orto comunitario è un punto di aggregazione per tutte le età ed è un’occasione di integrazione: il lavoro comune avvicina categorie di persone tra loro distanti e coltiva relazioni oltre che ortaggi.

La storia e i risultati dell'orto solidale di Villa Carcina: un orto bello e buono

Sostieni anche tu un orto bello e buono

le foto

16 novembre -Torna Swap Party al Bistrò popolare

GIOVEDì 16 NOVEMBRE dalle 18.30 al Bistrò popolare

Seconda edizione di Swap Party

CHE COS'E'?

Tutti noi abbiamo ricevuto in diverse occasioni vestiti che non sempre sono stati in linea con i nostri gusti o le nostre necessità o le nostre taglie...
Quante volte abbiamo portato e adorato un capo di vestiario solo per un paio di giorni. E poi? Dopo qualche esitazione iniziale abbiamo preso quegli abiti, sciarpe o vestiti e li abbiamo appallottolati nei meandri di un armadio, inscatolati da qualche parte in soffitta.
Per questo è bellissimo e, credete, addirittura emozionante, vedere che qualcosa che tu hai amato e tenuto addosso anche con una certa soddisfazione, riprende vita e forma addosso a qualcun altro...e non viene sprecato!

REGOLE


Importantissimo: niente che tu non porteresti, solo cose in buonissimo stato!

- Si possono scambiare capi di vestiario autunnali e invernali, borse, orecchini, bracciali, collane, sciarpe,accessori vari, per donna uomo e bambino
- Ciascun capo consegnato, a seguito di una valutazione sul buono stato, dà diritto a un gruzzoletto di bottoni da usare per lo scambio
- Le cose da scambiare dovranno essere contenute in un qualsiasi sacchetto,purché vi sia indicato il nome dell'(ex)possessore.
- Si possono consegnare al massimo 10 pezzi. Se vuoi portare qualcosa in più,portalo pure, ma specifica che è in soprannumero, perché sarà depositato nel cestone “questo te lo regalo” da cui tutti potranno attingere liberamente

leggi e scarica il volantino

8 novembre – Contrasto alla povertà: un’analisi dei dati

Da gennaio 2018 entrerà in vigore il “Reddito di inclusione Sociale (REI)”, la nuova misura nazionale approvata lo scorso ottobre, che assorbirà il Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA), la misura nazionale di contrasto alla povertà dedicata alle famiglie in cui sia presente un minorenne, un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza.


L’8 novembre a Roma l’Alleanza contro la povertà ha presentato il Rapporto di valutazione della prima fase di implementazione del Sostegno per l’inclusione attiva (SIA), che dà conto di un lavoro di monitoraggio e valutazione del SIA, svolto tra gennaio e ottobre 2017, promosso e realizzato dall’Alleanza contro la povertà attraverso la costruzione di un Comitato Tecnico Scientifico - con la partecipazione di attori istituzionali con funzioni che hanno riguardato la valutazione, la verifica e il monitoraggio delle politiche nazionali di contrasto alla povertà -, e di un Gruppo di Ricerca che ha coinvolto le organizzazioni dell’Alleanza e soggetti esterni.

La ricerca offre spunti di riflessione utili anche per il REI, che permetterà un ulteriore aumento dei nuclei beneficiari e un conseguente riassetto da parte dei servizi e degli enti coinvolti.

Coordinata da Liliana Leone, l’attività scientifica si è concentrata sul monitoraggio locale del SIA e sull’analisi dei processi amministrativi e delle collaborazioni in rete; sull’analisi dei dati di accesso alla misura sia a livello locale che a livello nazionale; sullo studio di caso di otto Ambiti Territoriali Sociali (ovvero le aggregazioni intercomunali che - in base a quanto stabilito dalla legge 328/2000 “per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” - hanno il compito di pianificare e programmare i servizi sociali dei Comuni) fra i quali figura anche Brescia.

Qui il testo della ricerca curata da Gianfranco Marocchi sul Caso Brescia, all’interno del Rapporto

L’intera documentazione è consultabile sul sito  www.redditoinclusione.it

 

8 novembre - Salute mentale: gli incontri di Jonas in libreria

Jonas Brescia è il centro di clinica psicoanalitica che nuova libreria Rinascita ospita ormai da tre anni, in occasione dei cicli di incontri sulla psicanalisi rivolti al pubblico della città.
Nel programma di quest’anno, che prende il via mercoledì 8 novembre, la presentazione del libro di Maria Laura Bergamaschi, Adolescenti migranti e nuovo mondo. Geografie dell’inconscio, in calendario il 31 gennaio 2018, affronta un tema particolarmente vicino al lavoro concretamente svolto dalla cooperativa sociale La Rete, impegnata nella gestione di un Centro di Accoglienza per richiedenti asilo, oltre che nei servizi per la salute mentale erogati sul territorio bresciano.
All’accoglienza che prevede la risposta ai primi bisogni materiali, infatti, gli operatori del Centro accompagnano l’attenzione e la cura per le situazioni di disagio in cui si trovano gran parte dei giovani arrivati in Italia dopo un lungo e travagliato viaggio dall’Africa. La ricerca delle risposte ai casi più o meno acuti di sofferenza psicologica in tali contesti rappresenta una nuova frontiera nel lavoro dell’operatore che si impegna ad aprire il dialogo con chi è straniero.
Perciò, La Rete rivolge la sua attenzione ad una ricerca come quella contenuta nell’opera di Maria Laura Bergamaschi che «A partire dall'esperienza clinica con adolescenti migranti» suggerisce di «pensare lo strumento psicoanalitico come una possibilità per l'essere umano, al di là della cultura d'appartenenza, di reperire una parola che aiuti a soggettivare la propria storia, a recuperare la differenza che caratterizza l'unicità della sua esistenza, perché la vita sia possibile, proprio a partire da quell'essere stranieri che ci accomuna».

la locandina del ciclo di incontri